http://www.damncoolpictures.com/2011/08/having-fun-in-hurricane-irene.html
giovedì 1 settembre 2011
Uragani, divertimento e controllo dell'informazione
Ebbene sì, c'è anche un'altra realtà oltre a quella preoccupante e tragica puntualmente rappresentata dai telegiornali terroristici nostrani; una realtà più semplice e serena, quasi fatalista, oserei dire 'normale'. Una realtà fatta di persone in grado di divertirsi anche in presenza di minacce e paure, ed in grado usare la fantasia per rendere la giornata migliore di quel che sembra quando ci si alza dal letto e si aprono le tende. Queste armi di rincoglionimento di massa che sono i telegiornali nostrani servi del potere (fatta eccezione per rari casi) tendono a sedare il proprio pubblico con la paura (ammazzamenti, guerre, cicloni, tornado e tragedie di vario tipo). Così facendo il pollo non si accorge che lo stanno spennando completamente e che hanno appena acceso il fuoco per cuocerlo ...
venerdì 29 luglio 2011
ehhh, povero Silvio, da quando non c'è più Ruby ...
che, oltre a 'Rubacuori' aveva anche un altro nomignolo: 'Tirap...e' ...
PS: scusate la volgarità, ma, secondo me, visto il livello del nostro Premier, ci stava tutta
Berlusconi operato al polso
che, oltre a 'Rubacuori' aveva anche un altro nomignolo: 'Tirap...e' ...
PS: scusate la volgarità, ma, secondo me, visto il livello del nostro Premier, ci stava tutta
Berlusconi operato al polso
giovedì 28 luglio 2011
Dubbi e certezze
Le facce di dittatori, fanatici e fondamentalisti comunicano spesso la stessa tremenda cosa: l'assenza di alcun minimo dubbio o paura nel seguire vie diritte che portano a eventi di rottura dona loro tranquillità e sicurezza. Guardate il confronto tra l'espressione del pazzo di Utoya e quella del poliziotto accanto a lui...
La gente sana accetta ogni giorno il dubbio, a volte con coraggio, altre con paura, ma vuole il confronto, si arrabbia, si offende, si esalta pure ... e giudica tutto questo 'normale '.
Giudico comprensibile che, ogni tanto, qualcuno sia portato a unirsi a gruppi e ideologie per scappare dalle sue paure e acquisire quella pace derivante dalla sicurezza della stupidità e dall'assenza di dubbi.
Io preferisco il dubbio.
martedì 19 luglio 2011
Uomini e cose
Ogni tanto c'è qualcuno che inventa qualcosa di fenomenale usando qualcosa di molto comune, e lo fa apparire quasi come qualcosa di molto semplice.
Guardate il video di questo straordinario artista, è spettacolare ed entusiasmante a mio modo di vedere.

Ethan Law’s Roue Cyr presentation is a captivating piece of performance art; it’s part dance, part acrobatics, part athleticism and the longer you watch, it gets more and more impressive.
giovedì 16 giugno 2011
PI: Google, mai stata così verde
PI: Google, mai stata così verde
Ancora sulla capacità (tutta americana) del privato di sostituire/complementare una politica quasi sempre lenta e disattenta.
Privato 'illuminato' o, semplicemente, che fiuta l'affare in una linea di trend di mercato messa in essere da una politica responsabile e in grado di concepire programmi a lungo termine.
Privato 'illuminato' o, semplicemente, che fiuta l'affare in una linea di trend di mercato messa in essere da una politica responsabile e in grado di concepire programmi a lungo termine.
Prodi: l’Italia sta perdendo il Nordafrica
Al di là di opinioni politiche da bar tipo 'rossi e neri sono tutti uguali' o 'hehhehhe er mortadella, ma che vuoi che concluda con quella flemma' ... mi sento di dire che l'Italia ha bisogno di gente seria, preparata, competente, saggia e disinteressata come Prodi.
“E’ ondivaga la politica dell’Italia verso il Nordafrica. Le oscillazioni italiane, i continui cambiamenti, non ci giovano in nessuno scenario, qualunque sia l’esito finale in Libia e altrove”. Romano Prodi è a Washington per presiedere la seconda conferenza internazionale “Africa: 53 Countries One Union” e da qui lancia l’allarme per la perdita d’influenza del nostro paese in un’area strategica.
Quale prezzo pagherà l’Italia?
“In Libia e in tutto il Nordafrica aumenterà l’influenza di quei paesi che hanno strategie più chiare: la Francia e l’Inghilterra tra gli europei, la Cina sicuramente, anche la Turchia per il suo peso economico crescente. Il problema non si limita alla Libia. Sono in preda a sconvolgimenti tutti i paesi nei quali storicamente l’Italia si trova al primo o secondo posto come partner economico: Egitto, Tunisia, Siria, Iran. L’ondeggiare non ci aiuta, l’Italia va verso una perdita secca su questo fronte strategico. Manca la capacità di inventare una nuova politica. Il governo italiano dovrebbe farsi promotore di una nuova visione europea, perché solo un approccio multilaterale ci può salvare”.
Lei qui a Washington oggi incontra i dirigenti americani e cinesi, oltre ai rappresentanti dell’Unione europea e dell’Africa. Di tutte le rivoluzioni democratiche incompiute quale la preoccupa di più?
“L’Egitto, per l’importanza unica di questo paese. Le cose non stanno andando bene al Cairo, le difficoltà economiche sono enormi, l’industria turistica ha visto crollare le entrate in valuta, aumenta la delinquenza, un milione e mezzo di emigrati egiziani in Libia sono tornati e s’inaridiscono le rimesse. I capitali sono fuggiti, gli imprenditori sono in carcere o progettano di scappare all’estero”.
Lei propone “una grande prova di amicizia” verso quei paesi. Al G8 di Deauville Barack Obama ha già annunciato la cancellazione del debito egiziano e tunisino.
“E’ importante, ma bisogna vigilare al rispetto degli impegni, i G8 non hanno una gran tradizione nel mantenere le promesse”.
Lei chiede di trasferire risorse e competenze all’Unione africana, ma paesi come la Francia e l’Inghilterra si oppongono.
“E’ comprensibile, in certi paesi africani le ex potenze coloniali ancora svolgono un ruolo immenso, gestiscono molti servizi essenziali. Ma bisogna uscirne, non è credibile una gestione degli interventi affidata ai vecchi colonizzatori”.
Potrebbe uscire da questa conferenza una mediazione per sbloccare l’impasse libica?
“La parola mediazione è impropria. La Nato non la vuole, evidentemente pensa che la vittoria è vicina. Ma la fine di Gheddafi avrà implicazioni profonde in tutta l’Africa, basti pensare che l’Unione africana otteneva il 30% dei suoi fondi dalla Libia”.
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mercoledì 15 giugno 2011
Deliri di uno sconsolato elettore di sinistra
Vabè, ariconsolamose coll'ajetto !
Le percentuali riportate nell'articolo non mi sembrano poi così confortanti.
In un 'paese normale' dopo
- l'involuzione culturale,
- la stasi economica,
- l'incremento del debito,
- la crescita della corruzione,
- la depauperazione sistematica dei servizi pubblici,
- l'inutilità diplomatica a livello internazionale,
- l'occupazione della gran parte dei media nazionali,
- la compravendita di parlamentari,
- gli scandali sessuali,
- la concussione a difesa della nipote di Mubarak (... ?!?) e
- lo scacco perenne al Parlamento impegnato per la gran parte del tempo a ideare e discutere a mò di mercato leggi ad personam ...
E invece in Italia no; ci si troverà come al solito a dover fare accordi con 'il terzo polo' per riuscire a governicchiare per un paio d'anni cercando di fare qualcosa di utile, cercando di innescare un minimo circolo virtuoso, che, puntualmente, verrà demolito dal successivo governo della Casta !
Che amarezza ! Che sconforto !
Vi prego, qualcuno mi dica che sto esagerando.
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